Programmazione Primavera 2017   
(Schedule on Spring 2017)

 

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La vera storia di Pierino e il lupo (1936/2017)

Nuova versione per voce narrante e pianoforte (2017)

Pierino e Sergej (2017)

Cornice musicale con inserti di Matteo D’Amico per un testo di Sandro Cappelletto

Pierino e il lupo  (1936)

Favola musicale di Sergej Prokof’ev (versione per pianoforte dell’Autore)

Voce narrante  Sandro Cappelletto

Pianoforte  Marco Scolastra

Foligno, Auditorium di San Domenico

9 aprile 2017 ore 17,30

Prima esecuzione assoluta della nuova versione pianistica

Lucca Classica Music Festival, Teatro di San Girolamo

5 maggio 2017  ore 11

 

 

Mosca, 1936: nasce 80 anni fa Pierino e il lupo, la più amata “favola sinfonica per bambini”. Soltanto un’innocente storiella per far prendere ai ragazzi confidenza con gli strumenti dell’orchestra, o un testo a chiave da decifrare? La vera novità di questa operazione è la particolare prospettiva che Cappelletto ha voluto dare al testo originale di Prokof’ev, calandolo nel momento, ostico e difficile soprattutto per un artista, che il compositore si trovava ad affrontare. Allo scopo di sottolineare questa chiave di lettura nasce la musica nuova scritta per questa occasione, che precede  e, in alcuni punti, si alterna a quella di Prokof’ev, a volte valendosi di qualche suggestione nata dalle figure e dai temi del grande maestro russo, ma più spesso procedendo autonomamente, legata soprattutto al filo del discorso tessuto dalla ‘cornice’ pensata da Cappelletto.

 

 

         Moscow, 1936, was born 80 years ago Peter and the Wolf, the most beloved "symphonic tale for children". Only an innocent little story to take the boys confidence with the instruments of the orchestra, or a key text to be deciphered? The real novelty of this operation is the particular perspective that Cappelletto wanted to give the original text by Prokofiev, dropping it at the time, confusing and difficult especially for an artist, which the composer was facing. In order to emphasize this reading, the new music has been  written before and, in some places, alternating with the music of Prokofiev, sometimes making use of some suggestion came from the figures and themes of the great Russian master, but often proceeding independently, mainly linked to the story told into the 'frame' imagined by Cappelletto.

 

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Trio pour un ange (2015)

per violino, violoncello e pianoforte

Josef Suk Piano Trio

Bologna, Bologna Festival 2017

Oratorio di San Filippo Neri

12 aprile 2017  ore 20,30

 

         C’è l’Angelo per antonomasia, quello di tante religioni e scuole filosofiche, tramite primo tra il mondo sensibile e quello trascendente, pronto ad innalzare l’uomo dal mondo materiale a quello celeste. C’è l’Angelo di Klee e di Benjamin, che guarda angosciato il passato mentre un vento irresistibile lo spinge in avanti verso il futuro – immagine, questa, quanto mai in linea con l’assunto di questa edizione della Biennale Musica. E c’è l’angelo delicato e umano, teneramente evocato da Berg nella dedica del suo Concerto per violino, e presente qui nuovamente, nel ricordo di una persona cara.

Sono un po’ tutte queste suggestioni che insieme hanno dato origine all’idea poetica di questo Trio, e anche al suo carattere musicale. Una scrittura inquieta, mutevole, quasi mercuriale, spinge in avanti senza tregua il  movimento delle linee strumentali, e  una perenne tensione ascensionale dalle regioni più gravi anela incessantemente a scalare le vette di quelle acute, muovendosi spesso dentro sonorità liquide e quasi trasparenti.

The Angel as a universal figure of several religions and philosophical traditions, a bridge between Earth and Heaven; the Paul Klee’s and Walter Benjamin’s Angel, who  griefly looks back while a storm push him forward toward the future; the tender Angel evoked by Berg in his Violin Concert, and still alive here, in the memory of a disappeared person. All these different suggestions gave their contribution to create the poetic atmosphere of this piece, and his musical character. The  instrumental lines are constantly pushed up by an anxious and ever changing musical writing: a continuous tension forces the musical figures to climb from lower registers to the upper regions, across fields of sound extremely liquid and transparent.

 

 

 

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Crossdressing Bach

per pianoforte (2016)

Concerto dedicato ad Irma Ravinale e alla sua Scuola

In programma musiche di Ravinale, Alandia, Arcà, Cardi, D’Amico, Frisina, Gentile e Mirigliano Ensemble Novecento dei Corsi di perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia

Ben Cruchley, pianoforte

Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi

23 aprile 2017 ore 18,00

Prima esecuzione assoluta

 

Un breve omaggio ad una delle figure più autorevoli della vita musicale romana nella seconda metà del Novecento: Irma Ravinale, compositrice, didatta e Direttore per lunghi anni dei Conservatori di Napoli e Roma. Un ‘travestimento’ come suggerisce il titolo, di alcuni materiali bachiani tratti dal Clavicembalo ben temperato, e manipolati in modo da creare una piccola fantasia che alterna andamenti musicali cotrastanti.

 

 

         A brief tribute to one of the most influential figures of the Roman musical life in the second half of the twentieth century: Irma Ravinale, composer, teacher and Director for many years of the Conservatorio di Santa Cecilia in Rome. A 'disguise', as the title suggests, of some materials taken from Bach's Well-Tempered Clavier, and manipulated so as to create a small fantasy that alternates musical different trends.

 

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Exil

per quartetto vocale, sax contralto, violoncello e percussione (2017)

su testi tratti da The Eight Son di Golan Haji

Concerto in onore dei Poeti senza più una patria (su poesie di Joumana Haddad e Golan Haji)

In programma musiche di D’Amico, Galante, Putelli e Lang

Ensemble Il Labirinto vocale

Sax Francesco Marini

Violoncello Luca Peverini

Percussioni Antonio Caggiano

Direttore Tonino Battista

Roma, Teatro Vascello in Musica

15 maggio 2017 ore 20,30

 

Se è vero che il legame tra sofferenza e creazione è sempre molto stretto, queste poesie di uomini a cui la storia ha strappato le loro terre dal petto sono canti di struggente bellezza. La forza di questo progetto è nel messaggio, non ideologico e lontano da qualsiasi strumentalizzazione di parte: la Pace come unica via di salvezza per il futuro, la bellezza della musica e delle parole che portano un messaggio di  fratellanza e amore tra gli uomini.

 

The  Eighth  Son

- 1 -

I will practise professions I detest I will move among houses not mine

that’ll fall apart at any moment I will live with people

I will never be one of them

my life’s been erased nothing left but footnotes scattered like crumbs

over the edges of a dirty page

in which I read the silence of a sign I glance at the death of certainty  (Golan Haji)

 

While the link between suffering and creation is always very tight, these poems of men which history has torn their lands from the chest are heartbreakingly beautiful songs. The strength of this project is in the message, non-ideological and away from any exploitation of part: Peace as the only way of salvation for the future, the beauty of music and words that bring a message of brotherhood and love among men.

 

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Haydn allo specchio

(Haydn in the looking-glass)

musica per orchestra dedicata a Franz Joseph Haydn

Orchestra Sinfonica Città Metropolitana di Bari

Direttore Gabriele Bonolis

Bari  2, 3 e 4 giugno 2017

 

 

Haydn allo specchio è un’omaggio alla geniale semplicità del capostipite del classicismo viennese. Non si tratta di un pezzo “alla maniera di Haydn”, ma di un’opera che ha una sua propria cifra linguistica, che vive un suo autonomo percorso formale, un cammino lungo il quale, però, l’ascoltatore si imbatte di tanto in tanto  in una serie di deliziosi  e  nostalgici ‘relitti’, oggetti musicali familiari che sembrano, appunto, ‘specchiarsi’ nel flusso sonoro che li avvolge. Riprendendo quanto scritto da Danilo Faravelli su un precedente, analogo lavoro di D’Amico dedicato a Mozart, è come se Haydn divenisse quasi un’irraggiungibile bellezza che l’autore contempla e ricontempla, regalandosi l’illusione di poter credere che, pur trattandosi di materia riflessa dallo specchio di una propria creatura sonora, essa continui comunque ad essere altro da ciò che è ormai irreversibilmente divenuta, ovvero una novità musicale.

 

 

         Haydn in the looking-glass is a tribute to the genial simplicity of the Wienerklassik’s chief master. But it is not a piece ‘à la manière de’: this work has an autonomous stylistic character and follows a definite formal arch, a path along wich the listener sometimes meets with delightful and nostalgic ‘remainders’. They are a kind of musical, habitual objects that seems to look themselves in the glass of the flow of sound that rolls up them.

 

 

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 ‘Lavori in corso’  (Works in progress)

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Megalexandros

Lo sguardo ad Oriente

Progetto di Sandro Cappelletto, Matteo D’Amico e Ramin Bahrami

Elaborazione e creazione dei testi di Sandro Cappelletto

Musica di Ramin Bahrami e Matteo D’Amico

 

Il progetto Megalexandros nasce dalla discussione di Sandro Cappelletto, Matteo D’Amico e Ramin Bahrami intorno alla figura di Alessandro Magno (356-323 a.C.). Personaggio chiave della storia antica, che vede in lui il momento culminante  della civiltà ellenistica, Alessandro ha mantenuto intatta la sua suggestione attraverso l’epoca imperiale romana e la fioritura umanistica, fino alle avventure imperiali dell’età moderna, incarnazione privilegiata dell’ambizione umana ad esplorare e conquistare il mondo. Più che per le qualità di condottiero militare, la sua figura sembra oggi essere ancora viva e attuale per l’inesausta sete di conoscenza, volta ad incontrare e a stabilire feconde relazioni con esperienze di vita e di cultura le più diverse e le più lontane da sé. La sua apertura verso il diverso fu un atteggiamento che lo accompagnò per tutta la breve ed intensissima vita, segnandone profondamente l’azione politica e culturale.

 

 

L’idea dei tre autori è costruire un concerto/spettacolo che ricostruisca, in forma libera e originale, ma basata su alcuni degli elementi di carattere storiografico oggi disponibili – le testimonianze degli autori di epoca classica, greci e latini, oltre ai suoi diari e alle sue lettere - la straordinaria vicenda intellettuale ed emotiva vissuta da Alessandro: le sue ambizioni, i suoi slanci, le sue utopie, i suoi furori, i suoi amori, le sue vittorie e le sue sconfitte. Scontro e confronto, dialogo e sopraffazione, la vicenda politica di Alessandro è corsa veloce e tumultuosa sui binari di questi poli dialetticamente contrapposti, dominata, sì, da un’ambizione smisurata, ma anche da una sete inesauribile di arricchimento spirituale.

Ramin Bahrami, oltre a partecipare in qualità di esecutore al pianoforte, curerà una serie di ‘isole’ musicali da lui composte su materiali della tradizione persiana, sia antica che di epoca moderna, e, più in generale di matrice orientale.

L’organico previsto dall’opera dovrebbe risultare così composto:

-          due voci narranti (attori)

-          una voce di controtenore; una voce naturale, di matrice etnica

-          un ensemble madrigalistico di 4/5 elementi

-          ensemble strumentale di circa 8 elementi: 2 pianoforti, 2 percussionisti, violoncello, 3 strumenti di tradizione non europea (da scegliere tra oud, duduk, setar, tombak, tar, etc.)

-          schermo e apparato per video proiezioni

 

 

The idea of ​​the three authors is to build a concert / show that reconstructs, in a free and original form, yet based on some of the historiographical elements available today - the testimonies of the authors of the classical era, Greek and Latin, as well as his diaries and to his letters - the extraordinary intellectual and emotional affair experienced by Alessandro about his ambitions, his outbursts, his utopias, his fury, his loves, his victories and his defeats.

Ramin Bahrami, in addition to participating as a performer at the piano, will cure a number of ''Musical islands” composed by him on the Persian tradition materials, both ancient and modern times, and more generally of oriental matrix.

 

 

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Hérodiade

Poema musicale in tre parti su testo di Stéphane Mallarmé

(Musical Poem in three parts on a text by Stéphane Mallarmé)

per 2 voci femminili e ensemble strumentale

1. Ouverure 2. Scène 3. Cantique de Saint Jean

 

 

         Questo lavoro, che prevede una fase piuttosto lunga di gestazione e lavorazione, si propone di dare una veste musicale ad una fra le più enigmatiche e complesse opere di Mallarmé, quella Hérodiade che, comparsa sotto questo titolo nell’edizione definitiva della Pléiade, non è mai stata portata a compimento dal poeta, che per quasi tutta la sua vita ne ha inseguito, senza riuscirci,  la forma definitiva. Anche in questa veste incompiuta, quest’opera si presenta in tutta la sua pienezza e la sua forza, ricca di suggestioni teatrali che Mallarmé stesso intuì, preferendo poi lasciarla in forma puramente poetica. Incentrata sulla figura simbolica di una protagonista che riunisce in sé i tratti dei due personaggi biblici di Erodiade e di sua figlia Salomè, Hérodiade si divide in tre parti: una Ouverture, in cui parla da sola un’anziana Nutrice di Erodiade, una Scène, dove, nel dialogo con la Nutrice, si sviluppa la complessa personalità di Erodiade, e il conclusivo Cantique de Saint Jean, molto diverso nel metro e nel carattere dalle due precedenti sezioni, quasi un dialogo immaginario tra la protagonista e la testa mozzata del profeta. La realizzazione musicale dell’opera prevede due voci femminili di diverso colore (una più drammatica e una più leggera) e un ensemble di 6/8 esecutori, scelti prevalentemente tra gli strumenti a tastiera e a percussione.

 

The project of this work is based upon one of the most wide and enigmatic poems written by Stéphane Mallarmé. The French poet, throughout all his life, pursued a defined form for this poem, ever realizing the dramatic and theatrical power of the matter, but, in the end, setting it only in a poetic form. Here the protagonist is  Hérodiade, a symbolic figure who joins together the two biblical characters of Salome and his mother Erodiade. The whole text divides into three parts, the first one being an Ouverture in which speaks an ancient Nurse, the second one a Scène, where Hérodiade appears and in its dialogue with the nurse develops its complex personality, and the third one, Cantique de Saint Jean, an imaginary dialogue between the protagonist and the severed head of the Prophet, where character and metrics are very different from the previous two sections. The musical realization of the work consists of two different female voices (a more dramatic and a lighter one) and an instrumental group of 6-8 performers, mainly chosen from among keyboard instruments and percussion.

 

 

Da  Scène:

 

……. J'aime l'horreur d'être vierge et je veux/ Vivre parmi l'effroi que me font mes cheveux/ Pour,le soir, retirée en ma couche, / reptileInviolé sentir en la chair inutile/ Le froid scintillement de ta pâle clarté/ Toi qui te meurs, toi qui brûles de chasteté,/ Nuit blanche de glaçons et de neige cruelle !/ Et ta soeur solitaire, ô ma soeur éternelle/ Mon rêve montera vers toi : telle déjà,/ Rare limpidité d'un coeur qui le songea,/ Je me crois seule en ma monotone patrie/ Et tout, autour de moi, vit dans l'idolâtrie/ D'un miroir qui reflète en son calme dormant/ Hérodiade au clair regard de diamant.../ O charme dernier, oui ! je le sens, je suis seule.

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