NEWS

 

Programmazione 2018 - 2019   

(Schedule on 2018 - 2019)

 

**********************************************************************************

 

La vera storia di Pierino e il lupo (1936/2017)

Pierino e Sergej (2017)

Cornice musicale con inserti di Matteo D’Amico per un testo di Sandro Cappelletto

Versione per voce narrante e pianoforte (2017)

Pierino e il lupo  (1936)

Favola musicale di Sergej Prokof’ev (versione per pianoforte dell’Autore)

Voce narrante  Sandro Cappelletto

Pianoforte  Marco Scolastra

Camera Musicale Romana

Roma, Convento dei SS. XII Apostoli, Sala dell’Immacolata

14 ottobre 2018 ore 18,30

 

 

La novità di questa operazione è la particolare prospettiva che Cappelletto ha voluto dare al testo originale di Pierino e il lupo, di Prokof’ev, calandolo nel difficilissimo momento della vita politica e culturale russa che il compositore si trovava ad affrontare. Allo scopo di sottolineare questa chiave di lettura nasce la musica nuova scritta per questa occasione, che precede  e, in alcuni punti, si alterna a quella di Prokof’ev, a volte valendosi di qualche suggestione nata dalle figure e dai temi del grande maestro russo, ma più spesso procedendo autonomamente, legata soprattutto al filo del discorso tessuto dalla ‘cornice’ pensata da Cappelletto.

 

 

         The original idea of this piece is the particular perspective that Cappelletto wanted to give to the original text of Peter and the Wolf, by Prokofiev, dropping it at the time, confusing and difficult especially for an artist, which the composer was facing. In order to emphasize this reading, the new music has been  written before and, in some places, alternating with the music of Prokofiev, sometimes making use of some elements created from figures and themes of the great Russian master, but often proceeding independently, following the story told into the 'frame' imagined by Cappelletto.

 

**********************************************************************************

 

Quintetto dell’Ambrosia (2018)

per flauto, clarinetto, pianoforte, violino e violoncello

dedicato a Claudio Ambrosini, per il suo settantesimo compleanno

Ex-Novo Ensemble

Venezia, Sale Apollinee del Teatro La Fenice

17 novembre 2018, ore 20,00

Prima esecuzione assoluta

 

Ambrosia, cibo (o forse bevanda?, non è sicuro…) esclusivo degli dei, degli ‘immortali’ (alfa privativo + brotòs, mortale); o anche, pianta erbacea perenne, molto resistente, fino a diventare ‘infestante’. Due riferimenti senz’altro noti al nostro festeggiato, che di questa parola ha fatto lo user-name della sua posta elettronica. La tenacia della pianta Ambrosia vive in questo breve brano attraverso l’insistenza e il dinamismo incessante delle figure musicali, che invitano l’ascoltatore a seguirle nel loro imprevedibile cammino, alla fine del quale la materia sublima in una sorta di spazio aereo, sospeso e incantato, forse quel mondo celeste dove abitano gli dei.

 

 

Ambrosia,  food (or perhaps drink ?, it’s not sure ...) exclusive of the gods, of the 'immortal'; or also, the name of a perennial herbaceous plant, very resistant, up to become 'infesting'. Two references undoubtedly known to our celebrated friend, who of this word has made the user-name of his e-mail. The tenacity of the Ambrosia plant lives in this short piece through the insistence and the incessant dynamism of the musical figures, which invite the listener to follow them in their unpredictable path, at the end of which the matter sublimates in a sort of air space, suspended and enchanted, perhaps just the celestial world where the gods live….

 

 

**********************************************************************************

 

Quartettsatz (2018)

per violino, viola, violoncello e pianoforte

Josef Suk Piano Quartet

Trieste, Sala Tartini, Concerti del Conservatorio

29 novembre 2018 

Trento, Società Filarmonica

30 novembre 2018 

Prima esecuzione assoluta

 

         Secondo lavoro, dopo Trio pour un ange del 2015, dedicato ai musicisti dello Josef Suk Piano Quartet, Quartettsatz ne ripercorre alcuni caratteri stilistici, come la ricerca di una estrema continuità nello sviluppo del discorso musicale, la coerenza dei materiali armonici e intervallari impiegati, l’attenzione agli equilibri della forma musicale generale. Concepito, come dice il titolo, in unico movimento di circa dodici minuti, il pezzo parte mettendo in giuoco alcune figure musicali molto evidenti, talvolta in contrasto fra loro, e trae progressivamente le conseguenze dal dialogo fra questi elementi musicali. Ne nasce un percorso dove frequenti sono le sorprese e dove si assiste alla trasformazione continua della materia musicale, protagonisti gesti e figure che invitano l’ascoltatore a seguirli nel loro imprevedibile cammino, regolato solamente dalla logica della fantasia.

 

 

Second work, after Trio pour un ange (2015), dedicated to the musicians of the Josef Suk Piano Quartet, Quartettsatz traces some stylistic features, such as the search for an extreme continuity in the development of the musical stream, the coherence in the treatment of the harmonic and interval materials, the attention to the balance of the general musical form. Conceived, as the title says, in a single movement of about twelve minutes, the piece starts showing some very evident musical figures, sometimes in contrast with each other, and progressively draws the consequences from the dialogue between these musical elements. The result is a journey where frequent surprises are found, and where we witness the continuous transformation of musical matter: gestures and figures invite the listener to follow them in their unpredictable path, only regulated by the logic of fantasy.

 

 

**********************************************************************************

 

Umana Passione

Sette musiche per quartetto d’archi

Letture di Sandro Cappelletto

tratte da Il Vangelo secondo Gesù di Josè Saramago

Quartetto Prometeo

Società di concerti “B.Barattelli”

L’Aquila, Auditorium del Parco, 20 gennaio 2019 ore 18

 

 

L’idea di Umana Passione nasce sulle tracce delle celebri Sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce, capolavoro scritto da Haydn in tre differenti versioni, per quartetto d’archi, per orchestra e per soli, coro e orchestra. Il Vangelo secondo Gesù Cristo di José Saramago si pone senz’altro come una fra le più alte e inquietanti testimonianze di oggi sulla vicenda umana di Cristo. All’interno dell’ultima parte del testo di Saramago, quella dedicata alla Passione, Sandro Cappelletto ha individuato sette ‘quadri’ che colgono i momenti più significativi di quel percorso, sostituendosi idealmente alle sette, evangeliche frasi di Gesù.

Come avviene in Haydn, anche qui la musica, attraverso i propri, astratti mezzi d’espressione poetica e il suo costante anelito alla costruzione d’una forma, si propone come autonomo ripensamento dei contenuti delle letture. Diversi, questi ultimi, dalle canoniche citazioni evangeliche, diversa la temperatura di questa nuova musica, che non può prescindere dalla drammaticità, dalla crudezza e finanche dalla violenza del suo riferimento letterario, pur senza rinunciare all’intima elaborazione, al cesello raffinato della scrittura, che accetta l’eredità della secolare tradizione quartettistica.

 

 

The idea of ​​Umana Passione was born on the traces of the famous Seven last words of our Redeemer on the cross, a masterpiece written by Haydn in three different versions, for string quartet, for orchestra and for soli, chorus and orchestra. The Gospel according to Jesus Christ by José Saramago is undoubtedly one of the highest and most disturbing testimonies of today on the human story of Christ. Within the last part of the text of Saramago, the one dedicated to the Passion, Sandro Cappelletto has identified seven short sections, that ideally replace the seven, evangelical phrases of Jesus quoted in the Haydn’s score.

As in Haydn, here too music, through its own abstract means of poetic expression and its constant yearning for the construction of a form, proposes itself as an autonomous reflection about the contents of the readings. As are different these contents from the canonical, evangelical quotations, different is the temperature of this new music, which can not ignore the drama, the crudeness and even the violence of its literary reference, without renouncing, however, the intimate processing, the refined chisel of writing, accepting the legacy of the age-old quartet tradition.

 

**********************************************************************************

 

… “Sei tu il figlio di Dio?”, gli domandarono.

Gesù rispose nel modo enigmatico cui aveva abituato chi lo ascoltava: “Se io non lo fossi, Dio ti renderebbe muto prima ancora di consentirti di domandarmelo”.

 

  

**********************************************************************************

 

Scènes d’Hérodiade (2018)

per quartetto d’archi

Quartetto Prometeo

Roma, Istituzione Universitaria dei Concerti

Aula Magna della Sapienza, 16 aprile 2019, ore 20,30

Prima esecuzione assoluta

 

Seconda esperienza di collaborazione, dopo il successo di Umana Passione, con il Quartetto Prometeo, questa nuova composizione si articola in tre movimenti, ricollegabili idealmente alle tre parti del poema Hérodiade, di Stéphane Mallarmé, testo su cui da tempo il compositore sta lavorando, sia pure in una veste musicale completamente differente. Studio preparatorio, questo Scènes d’Hérodiade? No, si tratta piuttosto di un approccio parallelo al testo poetico mallarmeano, più defilato, più mediato, che tende a coglierne i segreti impulsi teatrali, per ricrearli in una scrittura molto movimentata, dialettica, quasi ‘scenica’, appunto, memoria anche di uno dei caratteri fondanti di questa classica forma strumentale.

 

 

Second experience, after the success of Umana Passione, of the collaboration with the Quartetto Prometeo, this new composition is divided into three movements, ideally linked to the three parts of the poem Hérodiade, by Stéphane Mallarmé, text on which the composer has been working for many time, both also in a completely different musical guise. Preparatory study, this Scènes d'Hérodiade? No, it is rather a different approach to the poetic Mallarmean text, more defiled, more mediated, which tends to grasp the secret theatrical impulses, to recreate them in a very animated, dialectical, almost 'scenic' way of writing, in fact, also a memory of one of the founding characteristics of this classic instrumental form.

 

 

**********************************************************************************

 ‘Lavori in corso’  (Work in progress)

**********************************************************************************

 

Megalexandros

Lo sguardo ad Oriente

Progetto di Sandro Cappelletto, Matteo D’Amico e Ramin Bahrami

Elaborazione e creazione dei testi di Sandro Cappelletto

Musica di Ramin Bahrami e Matteo D’Amico

 

Il progetto Megalexandros nasce dalla discussione di Sandro Cappelletto, Matteo D’Amico e Ramin Bahrami intorno alla figura di Alessandro Magno (356-323 a.C.). Personaggio chiave della storia antica, che vede in lui il momento culminante  della civiltà ellenistica, Alessandro ha mantenuto intatta la sua suggestione attraverso l’epoca imperiale romana e la fioritura umanistica, fino alle avventure imperiali dell’età moderna, incarnazione privilegiata dell’ambizione umana ad esplorare e conquistare il mondo. Più che per le qualità di condottiero militare, la sua figura sembra oggi essere ancora viva e attuale per l’inesausta sete di conoscenza, volta ad incontrare e a stabilire feconde relazioni con esperienze di vita e di cultura le più diverse e le più lontane da sé. La sua apertura verso il diverso fu un atteggiamento che lo accompagnò per tutta la breve ed intensissima vita, segnandone profondamente l’azione politica e culturale.

 

 

L’idea dei tre autori è costruire un concerto/spettacolo che ricostruisca, in forma libera e originale, ma basata su alcuni degli elementi di carattere storiografico oggi disponibili – le testimonianze degli autori di epoca classica, greci e latini, oltre ai suoi diari e alle sue lettere - la straordinaria vicenda intellettuale ed emotiva vissuta da Alessandro: le sue ambizioni, i suoi slanci, le sue utopie, i suoi furori, i suoi amori, le sue vittorie e le sue sconfitte. Scontro e confronto, dialogo e sopraffazione, la vicenda politica di Alessandro è corsa veloce e tumultuosa sui binari di questi poli dialetticamente contrapposti, dominata, sì, da un’ambizione smisurata, ma anche da una sete inesauribile di arricchimento spirituale.

Ramin Bahrami, oltre a partecipare in qualità di esecutore al pianoforte, curerà una serie di ‘isole’ musicali da lui composte su materiali della tradizione persiana, sia antica che di epoca moderna, e, più in generale di matrice orientale.

L’organico previsto dall’opera dovrebbe risultare così composto:

-          due voci narranti (attori)

-          una voce di controtenore; una voce naturale, di matrice etnica

-          un ensemble madrigalistico di 4/5 elementi

-          ensemble strumentale di circa 8 elementi: 2 pianoforti, 2 percussionisti, violoncello, 3 strumenti di tradizione non europea (da scegliere tra oud, duduk, setar, tombak, tar, etc.)

-          schermo e apparato per video proiezioni

 

The idea of ​​the three authors is to build a concert / show that reconstructs, in a free and original form, yet based on some of the historiographical elements available today - the testimonies of the authors of the classical era, Greek and Latin, as well as his diaries and to his letters - the extraordinary intellectual and emotional affair experienced by Alessandro about his ambitions, his outbursts, his utopias, his fury, his loves, his victories and his defeats.

Ramin Bahrami, in addition to participating as a performer at the piano, will cure a number of ''Musical islands” composed by him on the Persian tradition materials, both ancient and modern times, and more generally of oriental matrix.

 

**********************************************************************************

 

Hérodiade

Poema musicale in tre parti su testo di Stéphane Mallarmé

(Musical Poem in three parts on a text by Stéphane Mallarmé)

per 2 voci femminili e ensemble strumentale

1. Ouverure 2. Scène 3. Cantique de Saint Jean

 

 

         Questo lavoro, che prevede una fase piuttosto lunga di gestazione e lavorazione, si propone di dare una veste musicale ad una fra le più enigmatiche e complesse opere di Mallarmé, quella Hérodiade che, comparsa sotto questo titolo nell’edizione definitiva della Pléiade, non è mai stata portata a compimento dal poeta, che per quasi tutta la sua vita ne ha inseguito, senza riuscirci,  la forma definitiva. Anche in questa veste incompiuta, quest’opera si presenta in tutta la sua pienezza e la sua forza, ricca di suggestioni teatrali che Mallarmé stesso intuì, preferendo poi lasciarla in forma puramente poetica. Incentrata sulla figura simbolica di una protagonista che riunisce in sé i tratti dei due personaggi biblici di Erodiade e di sua figlia Salomè, Hérodiade si divide in tre parti: una Ouverture, in cui parla da sola un’anziana Nutrice di Erodiade, una Scène, dove, nel dialogo con la Nutrice, si sviluppa la complessa personalità di Erodiade, e il conclusivo Cantique de Saint Jean, molto diverso nel metro e nel carattere dalle due precedenti sezioni, quasi un dialogo immaginario tra la protagonista e la testa mozzata del profeta. La realizzazione musicale dell’opera prevede due voci femminili di diverso colore (una più drammatica e una più leggera) e un ensemble di 6/8 esecutori, scelti prevalentemente tra gli strumenti a tastiera e a percussione.

 

The project of this work is based upon one of the most wide and enigmatic poems written by Stéphane Mallarmé. The French poet, throughout all his life, pursued a defined form for this poem, ever realizing the dramatic and theatrical power of the matter, but, in the end, setting it only in a poetic form. Here the protagonist is  Hérodiade, a symbolic figure who joins together the two biblical characters of Salome and his mother Erodiade. The whole text divides into three parts, the first one being an Ouverture in which speaks an ancient Nurse, the second one a Scène, where Hérodiade appears and in its dialogue with the nurse develops its complex personality, and the third one, Cantique de Saint Jean, an imaginary dialogue between the protagonist and the severed head of the Prophet, where character and metrics are very different from the previous two sections. The musical realization of the work consists of two different female voices (a more dramatic and a lighter one) and an instrumental group of 6-8 performers, mainly chosen from among keyboard instruments and percussion.

 

 

Da  Scène:

 

……. J'aime l'horreur d'être vierge et je veux/ Vivre parmi l'effroi que me font mes cheveux/ Pour,le soir, retirée en ma couche, / reptileInviolé sentir en la chair inutile/ Le froid scintillement de ta pâle clarté/ Toi qui te meurs, toi qui brûles de chasteté,/ Nuit blanche de glaçons et de neige cruelle !/ Et ta soeur solitaire, ô ma soeur éternelle/ Mon rêve montera vers toi : telle déjà,/ Rare limpidité d'un coeur qui le songea,/ Je me crois seule en ma monotone patrie/ Et tout, autour de moi, vit dans l'idolâtrie/ D'un miroir qui reflète en son calme dormant/ Hérodiade au clair regard de diamant.../ O charme dernier, oui ! je le sens, je suis seule.

 **********************************************************************************