Programmazione Autunno 2017   

(Schedule on Autumn 2017)

 

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Impromptu

Fantasia per clarinetto e organo (2013)

Nuova versione per clarinetto e fisarmonica bayan

Duo Essentia

Clarinetto Alice Cortegiani

Fisarmonica bayan Samuele Telari

Premio Internazionale della Fisarmonica 2017

Castelfidardo, Auditorium San Francesco

15 settembre 2017 ore 19

Prima esecuzione assoluta della nuova versione

 

        

Nuova versione per Impromptu, brano che debuttò nel 2013 presso la Sala Accademica del Conservatorio di S.Cecilia a Roma, concepito per clarinetto e organo, accostamento inusuale di due strumenti certamente molto diversi, ma anche legati da evidenti affinità timbriche. All’organo si sostituisce ora il bayan, versione aggiornata della fisarmonica, sempre più in voga tra gli esecutori specializzati di questo magnifico strumento. Il brano, di grande libertà formale, attraversa rapidamente situazioni musicali le più disparate, dove i due strumenti si rincorrono vicendevolmente, in un giuoco continuo di accostamenti e divergenze.

 

 

New version for Impromptu, a piece that debuted in 2013 at the Academic Hall of the Conservatory of S.Cecilia in Rome, conceived for clarinet and organ, unusual approach of two very different instruments, but also linked by apparent tonal affinities. The organ is now replaced by the bayan, an up-to-date version of the accordion, increasingly in vogue among the specialized performers of this magnificent instrument. Extremely free in his formal conception, the piece is based on the quick succession of many different musical panels, where the two instruments are chasing each other in a continuous game of combinations and differences.

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La vera storia di Pierino e il lupo
(1936/2017)

 

Pierino e Sergej (2017)

Cornice musicale con inserti di Matteo D’Amico per un testo di Sandro Cappelletto

Nuova versione per voce narrante e pianoforte (2017)

Pierino e il lupo  (1936)

Favola musicale di Sergej Prokof’ev (versione per pianoforte dell’Autore)

Voce narrante  Sandro Cappelletto

Pianoforte  Marco Scolastra

Accademia degli Sfaccendati

Ariccia (RM), Palazzo Chigi

1 ottobre 2017 ore 19,15

 

 

Mosca, 1936: nasce 80 anni fa Pierino e il lupo, la più amata “favola sinfonica per bambini”. Soltanto un’innocente storiella per far prendere ai ragazzi confidenza con gli strumenti dell’orchestra, o un testo a chiave da decifrare? La vera novità di questa operazione è la particolare prospettiva che Cappelletto ha voluto dare al testo originale di Prokof’ev, calandolo nel momento, ostico e difficile soprattutto per un artista, che il compositore si trovava ad affrontare. Allo scopo di sottolineare questa chiave di lettura nasce la musica nuova scritta per questa occasione, che precede  e, in alcuni punti, si alterna a quella di Prokof’ev, a volte valendosi di qualche suggestione nata dalle figure e dai temi del grande maestro russo, ma più spesso procedendo autonomamente, legata soprattutto al filo del discorso tessuto dalla ‘cornice’ pensata da Cappelletto.

 

 

         Moscow, 1936, was born 80 years ago Peter and the Wolf, the most beloved "symphonic tale for children". Only an innocent little story to take the boys confidence with the instruments of the orchestra, or a key text to be deciphered? The real novelty of this operation is the particular perspective that Cappelletto wanted to give the original text by Prokofiev, dropping it at the time, confusing and difficult especially for an artist, which the composer was facing. In order to emphasize this reading, the new music has been  written before and, in some places, alternating with the music of Prokofiev, sometimes making use of some suggestion came from the figures and themes of the great Russian master, but often proceeding independently, mainly linked to the story told into the 'frame' imagined by Cappelletto.

 

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Trio pour un ange
(2015)

per violino, violoncello e pianoforte

Rebecca Raimondi, violino

Urška Horvat, violoncello

Alessandro Viale, pianoforte

L’Aquila, Comporre Oggi, sesta edizione

Aula Magna del Conservatorio “A.Casella”

19-20 ottobre 2017 

 

         C’è l’Angelo per antonomasia, quello di tante religioni e scuole filosofiche, tramite primo tra il mondo sensibile e quello trascendente, pronto ad innalzare l’uomo dal mondo materiale a quello celeste. C’è l’Angelo di Klee e di Benjamin, che guarda angosciato il passato mentre un vento irresistibile lo spinge in avanti verso il futuro – immagine, questa, quanto mai in linea con l’assunto di questa edizione della Biennale Musica. E c’è l’angelo delicato e umano, teneramente evocato da Berg nella dedica del suo Concerto per violino, e presente qui nuovamente, nel ricordo di una persona cara.

Sono un po’ tutte queste suggestioni che insieme hanno dato origine all’idea poetica di questo Trio, e anche al suo carattere musicale. Una scrittura inquieta, mutevole, quasi mercuriale, spinge in avanti senza tregua il  movimento delle linee strumentali, e  una perenne tensione ascensionale dalle regioni più gravi anela incessantemente a scalare le vette di quelle acute, muovendosi spesso dentro sonorità liquide e quasi trasparenti.

 

 

 

The Angel as a universal figure of several religions and philosophical traditions, a bridge between Earth and Heaven; the Paul Klee’s and Walter Benjamin’s Angel, who  griefly looks back while a storm push him forward toward the future; the tender Angel evoked by Berg in his Violin Concert, and still alive here, in the memory of a disappeared person. All these different suggestions gave their contribution to create the poetic atmosphere of this piece, and his musical character. The  instrumental lines are constantly pushed up by an anxious and ever changing musical writing: a continuous tension forces the musical figures to climb from lower registers to the upper regions, across fields of sound extremely liquid and transparent.

 

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Variations Mozart 
(2017)

per clarinetto e quartetto d’archi

Fabrizio Meloni, clarinetto

Quartetto d’archi della Scala

I concerti della Normale

Pisa, Teatro Verdi

31 ottobre 2017 

Prima esecuzione assoluta, commissione de I concerti della Nomale

 

 

Variations Mozart  è basato sul tema della celebre aria Porgi amor qualche ristoro, dalle Nozze di Figaro di Mozart. Il tema viene presentato già in una forma parziamente variata, cui seguono cinque variazioni molto diverse fra loro nel carattere e nelle figure musicali impiegate. Più che l’elemento melodico del tema, ciò che rimane costante nelle variazioni è la presenza di tracce evidenti e percepibili della sua struttura armonica, soprattutto con i tre gradi fondamentali della tonalità d’impianto (tonica sottodominante e dominante), che fungono spesso da note polari intorno alle quali ruotano le vivaci figure delle variazioni.

 

 

 

                    

 

 

 

Variations Mozart is based on the theme of the famous Porgi amor qualche ristoro, from Mozart's Le Nozze di Figaro. The theme is already presented in a partially varied form, followed by five very different variations in the musical  character. Rather than the melodic element of the theme, what remains constant in variations is the presence of clear and perceptible traces of its harmonic structure, above all with the three fundamental degrees of the G Major tone, often acting as polar notes around which the lively shapes of variations revolve around.

 

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The Nature in the grave (2015)

per ensemble

Ensemble Sentieri selvaggi

Carlo Boccadoro, direttore

Brescia, Concerti del Teatro Grande

Ridotto del Teatro

15 novembre 2017  ore 20,30

 

Nato per il Festival di Sentieri selavaggi 2015, e all’ensemble dedicato, The Nature in the grave, è una breve suite strumentale, brillante e ricca di spunti melodici, tratta da un lavoro più ampio per voce e strumenti, basato sull’ultimo poemetto scritto da W. H. Auden prima della sua improvvisa morte, nel settembre del 1973. The Entertainment of the senses – questo il titolo del poemetto e del brano originario – è una critica tagliente al mito del Progresso che, lungi dal migliorare la condizione dell’uomo, ne corrompe inesorabilmnte lo spirito, i gusti e i comportamenti: si affacciano spesso le figure di Cupido e della Morte, rappresentata soprattutto dalla parola ‘grave’, (tomba), che chiude simmetricamente tutte le cinque sezioni del poema, ognuna dedicata ad uno dei cinque sensi.

 

 

 

 

Born for the Sentieri selvaggi Festival 2015, and dedicated to the ensemble, The Nature in the grave, is a brief instrumental suite, brilliant and full of melodic ideas, from a wider work for voice and instruments based on the last poem written by W.H. Auden before his sudden death in September 1973. The Entertainment of the senses - this is the title of the poem and of the original piece - is a sharp criticism of the myth of Progress that, far from improving the condition of mankind, works inexorably to corrupt the spirit, tastes, and behaviors of women and men: the figures of Cupid and Death often overlook, represented above all by the word 'grave', which symmetrically closes all five sections of the poem, each devoted to one of the five senses.

 

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L’Umano senso (2017)

per voce recitante e orchestra

brano all’interno del progetto a più mani De Rerum Natura

Testo di Roberto Herlitzka tratto dal poema omonimo di Tito Lucrezio Caro

Voce recitante Roberto Herlitzka

Orchestra Sinfonica Abruzzese

Enrico Marocchini, direttore

Corealizzazione di Nuova Consonanza, Romaeuropa Festival e Istituzione Sinfonica Abruzzese

Roma, Teatro Vittoria

17 e 18 novembre 2017  ore 21

Prima esecuzione assoluta

 

Con De Rerum Natura Roberto Herlitzka porta sul palcoscenico i frutti di un lavoro di studio e ricerca personale al quale ha dedicato buona parte della propria esistenza: la traduzione in terzine dantesche del classico latino che fu ‘manifesto’ della dottrina epicurea. Con precisione e minuzia, passo dopo passo, l’attore ha trattato il testo in esametri di Lucrezio, che gettava le basi laiche e scientifiche per guardare la natura, il mondo e l’essere umano scontrandosi con le teorie dominanti dell’epoca, traghettandolo nella lingua di Dante, per donarlo, infine, in una nuova forma di ‘concerto teatrale’ al pubblico. Presentato in prima assoluta e realizzato insieme a Nuova Consonanza e l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, lo spettacolo unisce alla poesia e alla recitazione le musiche appositamente composte da Matteo D’Amico, Lamberto Macchi, Enrico Marocchini  e Ivan Vandor. Un viaggio multisensoriale tra le leggi sacre della natura e il lirismo senza tempo della composizione musicale.

 

 

          

 

 

With De Rerum Natura Roberto Herlitzka brings to the stage the fruits of a study and a personal research to which he devoted much of his life: the translation into Dante's poetic language and form of the classical Latin text considered to be the 'manifest' of epicurean doctrine. Accurately and minus, step by step, the actor dealt with the text by Lucrezio, which laid the lay and scientific basis for looking at the nature, the world and the human being, clashing with the dominant theories of the time, transposing it in the language of Dante, to finally give it to the public in a new form of 'theater concert'. World premiered and realized with Nuova Consonanza and the Istituzione Sinfonica Abruzzese, the show combines poetry and acting with the music specifically composed by Matteo D'Amico, Lamberto Macchi, Enrico Marocchini and Ivan Vandor. A multisensory journey between the sacred laws of nature and the timeless lyricism of musical composition.

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Concerto doppio
(1991)

per viola, violoncello e orchestra d’archi

Lorenzo Rundo, viola

Marco Simonacci, violoncello

Roma Tre Orchestra

Luca Bagagli, direttore

Associazione Roma Tre Orchestra

Roma, Teatro Palladium

10 gennaio 2018  ore 20,30

 

“In Concerto doppio, per viola, violoncello e orchestra d'archi (1991), l'omaggio ad una forma classica diventa occasione per affermare quel fremito timbrico, quell'inquietudine cromatica che appare come un tratto distintivo della scrittura di D'Amico; un suono denso e vibrante, fittissimo, che si contrae e si dilata, sbalzato dal ricorso a frequenti invenzioni tecniche ed espressive, dal trillo al glissando, dal "ponticello" al "pizzicato", inatteso e che smarrisce. Una marcata teatralità del suono strumentale.” (Sandro Cappelletto, dalla presentazione del CD Ricordi L’Azur)

 

 

"In Concerto doppio, for viola, violoncello and strings Orchestra (1991), tribute to a classic form becomes an occasion to assert the timbral blink, the chromatic turmoil that appears to be a distinctive trait of D'Amico's writing; a dense, vibrant sound, very tight, which contracts and expands, embarrassed by the recourse to frequent technical and expressive inventions, from trill to glissant, from "jumper" to "pizzicato", unexpected and lost. A marked theatricality of instrumental sound "(Sandro Cappelletto, from the presentation of the L’Azur CD Records)

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 ‘Lavori in corso’  (Works in progress)

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Megalexandros

Lo sguardo ad Oriente

Progetto di Sandro Cappelletto, Matteo D’Amico e Ramin Bahrami

Elaborazione e creazione dei testi di Sandro Cappelletto

Musica di Ramin Bahrami e Matteo D’Amico

 

Il progetto Megalexandros nasce dalla discussione di Sandro Cappelletto, Matteo D’Amico e Ramin Bahrami intorno alla figura di Alessandro Magno (356-323 a.C.). Personaggio chiave della storia antica, che vede in lui il momento culminante  della civiltà ellenistica, Alessandro ha mantenuto intatta la sua suggestione attraverso l’epoca imperiale romana e la fioritura umanistica, fino alle avventure imperiali dell’età moderna, incarnazione privilegiata dell’ambizione umana ad esplorare e conquistare il mondo. Più che per le qualità di condottiero militare, la sua figura sembra oggi essere ancora viva e attuale per l’inesausta sete di conoscenza, volta ad incontrare e a stabilire feconde relazioni con esperienze di vita e di cultura le più diverse e le più lontane da sé. La sua apertura verso il diverso fu un atteggiamento che lo accompagnò per tutta la breve ed intensissima vita, segnandone profondamente l’azione politica e culturale.

 

 

L’idea dei tre autori è costruire un concerto/spettacolo che ricostruisca, in forma libera e originale, ma basata su alcuni degli elementi di carattere storiografico oggi disponibili – le testimonianze degli autori di epoca classica, greci e latini, oltre ai suoi diari e alle sue lettere - la straordinaria vicenda intellettuale ed emotiva vissuta da Alessandro: le sue ambizioni, i suoi slanci, le sue utopie, i suoi furori, i suoi amori, le sue vittorie e le sue sconfitte. Scontro e confronto, dialogo e sopraffazione, la vicenda politica di Alessandro è corsa veloce e tumultuosa sui binari di questi poli dialetticamente contrapposti, dominata, sì, da un’ambizione smisurata, ma anche da una sete inesauribile di arricchimento spirituale.

Ramin Bahrami, oltre a partecipare in qualità di esecutore al pianoforte, curerà una serie di ‘isole’ musicali da lui composte su materiali della tradizione persiana, sia antica che di epoca moderna, e, più in generale di matrice orientale.

L’organico previsto dall’opera dovrebbe risultare così composto:

-          due voci narranti (attori)

-          una voce di controtenore; una voce naturale, di matrice etnica

-          un ensemble madrigalistico di 4/5 elementi

-          ensemble strumentale di circa 8 elementi: 2 pianoforti, 2 percussionisti, violoncello, 3 strumenti di tradizione non europea (da scegliere tra oud, duduk, setar, tombak, tar, etc.)

-          schermo e apparato per video proiezioni

 

 

The idea of ​​the three authors is to build a concert / show that reconstructs, in a free and original form, yet based on some of the historiographical elements available today - the testimonies of the authors of the classical era, Greek and Latin, as well as his diaries and to his letters - the extraordinary intellectual and emotional affair experienced by Alessandro about his ambitions, his outbursts, his utopias, his fury, his loves, his victories and his defeats.

Ramin Bahrami, in addition to participating as a performer at the piano, will cure a number of ''Musical islands” composed by him on the Persian tradition materials, both ancient and modern times, and more generally of oriental matrix.


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Hérodiade

Poema musicale in tre parti su testo di Stéphane Mallarmé

(Musical Poem in three parts on a text by Stéphane Mallarmé)

per 2 voci femminili e ensemble strumentale

1. Ouverure 2. Scène 3. Cantique de Saint Jean

 

 

         Questo lavoro, che prevede una fase piuttosto lunga di gestazione e lavorazione, si propone di dare una veste musicale ad una fra le più enigmatiche e complesse opere di Mallarmé, quella Hérodiade che, comparsa sotto questo titolo nell’edizione definitiva della Pléiade, non è mai stata portata a compimento dal poeta, che per quasi tutta la sua vita ne ha inseguito, senza riuscirci,  la forma definitiva. Anche in questa veste incompiuta, quest’opera si presenta in tutta la sua pienezza e la sua forza, ricca di suggestioni teatrali che Mallarmé stesso intuì, preferendo poi lasciarla in forma puramente poetica. Incentrata sulla figura simbolica di una protagonista che riunisce in sé i tratti dei due personaggi biblici di Erodiade e di sua figlia Salomè, Hérodiade si divide in tre parti: una Ouverture, in cui parla da sola un’anziana Nutrice di Erodiade, una Scène, dove, nel dialogo con la Nutrice, si sviluppa la complessa personalità di Erodiade, e il conclusivo Cantique de Saint Jean, molto diverso nel metro e nel carattere dalle due precedenti sezioni, quasi un dialogo immaginario tra la protagonista e la testa mozzata del profeta. La realizzazione musicale dell’opera prevede due voci femminili di diverso colore (una più drammatica e una più leggera) e un ensemble di 6/8 esecutori, scelti prevalentemente tra gli strumenti a tastiera e a percussione.

 

The project of this work is based upon one of the most wide and enigmatic poems written by Stéphane Mallarmé. The French poet, throughout all his life, pursued a defined form for this poem, ever realizing the dramatic and theatrical power of the matter, but, in the end, setting it only in a poetic form. Here the protagonist is  Hérodiade, a symbolic figure who joins together the two biblical characters of Salome and his mother Erodiade. The whole text divides into three parts, the first one being an Ouverture in which speaks an ancient Nurse, the second one a Scène, where Hérodiade appears and in its dialogue with the nurse develops its complex personality, and the third one, Cantique de Saint Jean, an imaginary dialogue between the protagonist and the severed head of the Prophet, where character and metrics are very different from the previous two sections. The musical realization of the work consists of two different female voices (a more dramatic and a lighter one) and an instrumental group of 6-8 performers, mainly chosen from among keyboard instruments and percussion.

 

 

Da  Scène:

 

……. J'aime l'horreur d'être vierge et je veux/ Vivre parmi l'effroi que me font mes cheveux/ Pour,le soir, retirée en ma couche, / reptileInviolé sentir en la chair inutile/ Le froid scintillement de ta pâle clarté/ Toi qui te meurs, toi qui brûles de chasteté,/ Nuit blanche de glaçons et de neige cruelle !/ Et ta soeur solitaire, ô ma soeur éternelle/ Mon rêve montera vers toi : telle déjà,/ Rare limpidité d'un coeur qui le songea,/ Je me crois seule en ma monotone patrie/ Et tout, autour de moi, vit dans l'idolâtrie/ D'un miroir qui reflète en son calme dormant/ Hérodiade au clair regard de diamant.../ O charme dernier, oui ! je le sens, je suis seule.

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